sabato 24 gennaio 2015

LA LEGGE DELLA CORRISPONDENZA

Il mondo esteriore è un riflesso del tuo mondo interiore; corrisponde ai tuoi schemi di pensiero dominanti.

Questo è un principio straordinario. Spiega la maggior parte della felicità e dell’infelicità, del successo e del fallimento, della grandezza e della meschinità della vita.

Pensa! Il mondo esteriore riflette il tuo mondo interiore in ogni aspetto. Nel lungo periodo non può accaderti nulla che non corrisponda a qualcosa dentro di te. Se vuoi cambiare o migliorare un aspetto della tua vita, devi partire modificando i modelli mentali interiori. Talvolta, questa corrispondenza viene chiamata “equivalenza mentale”. La tua più grande responsabilità è creare l’equivalente mentale di ciò che vuoi vivere all’esterno. Il punto è che non puoi raggiungere un obiettivo esteriore fino a che non lo hai manifestato dentro di te.

(Brian Tracy)



domenica 11 gennaio 2015

STO VIVENDO UNA RELAZIONE DIFFICILE... COME POSSO MIGLIORARLA?

Se stai vivendo una relazione difficile o ne hai appena interrotta una, se hai il cuore spezzato, se provi risentimento verso qualcuno o lo incolpi di qualcosa, puoi riuscire a liberarti di questi sentimenti negativi attraverso la gratitudine. Grazie a lei, puoi migliorare come per magia qualunque rapporto difficoltoso, che coinvolga tuo marito o tua moglie, tuo fratello o tua sorella, tuo figlio o tua figlia, il tuo compagno, il tuo capo, un tuo cliente, un tuo collega, la matrigna o il patrigno, un parente, un amico, un vicino.

Quando affrontiamo una relazione difficile, o una situazione complicata con un amico, quasi sempre non proviamo alcuna gratitudine per l’altro. Anzi: siamo tutti presi dall’incolparlo per ciò che sta accadendo, con animo del tutto privo di gratitudine. Questo atteggiamento non fa bene alle relazioni, e men che meno alla tua vita.
Di fatto, quanta più colpa riversi sull’altro, tanto peggio andrà la tua relazione e la vita in genere.

Se per l’altra persona – vuoi in una relazione in corso, vuoi in una passata – provi un sentimento negativo, puoi comunque eliminarlo ricorrendo alla gratitudine.
Ti chiedi forse perché dovresti volerlo? 

“Attaccarsi alla rabbia è un po’ come afferrare un tizzone ardente per scagliarlo contro qualcun altro; in realtà chi si scotta sei tu”

BUDDHA

Come suggerisce Buddha, i cattivi pensieri, anche se diretti ad altri, finiscono col bruciare la tua vita.
Ma sappi che con la gratitudine puoi eliminarli!

Faccio un esempio: se il tuo ex compagno di vita è ancora legato a te attraverso i figli, e le cose con lui non vanno bene, pensa al fatto che, senza di lui, quei bambini non sarebbero mai venuti al mondo.
La loro vita è quanto di più prezioso hai. Guardali, quindi, e ringrazia il tuo ex ogni giorno! L’esempio che darai, oltre a riportare pace e armonia alla vostra relazione, sarà utile a trasmettere ai tuoi figli uno strumento utilissimo nella vita: la gratitudine!

ESERCIZIO

Mettiti comodo e stila un elenco scritto delle 10 cose principali per le quali sei grato a quella persona.
Ripercorri la storia del vostro legame, e indica i punti di forza dell’altro e le cose migliori che te ne sono venute. Per farlo, il modo più semplice è ripensare a come le cose stavano prima che la relazione si deteriorasse o si interrompesse.
Se la relazione non è mai stata buona, concentrarti sulla persona e sulle sue caratteristiche positive, perché di certo ne avrà alcune.

Via via che scavi e trovi le tue pepite, aggiungile all’elenco e, rivolgendoti per nome alla persona prescelta, indirizzale una frase che esprima gratitudine:

Nome, ti sono grato per che cosa?


Paolo, ti sono grata del tempo trascorso assieme.
La fine del nostro matrimonio mi ha insegnato molto, ora sono più saggia e ciò che ho imparato dalla nostra esperienza mi è molto utile per le mie relazioni attuali.

Paolo, ti sono grata per tutti i tuoi tentativi di far funzionare il nostro matrimonio: dieci anni assieme non sono passati a caso.

Paolo, ti sono grata a nome dei nostri figli. La gioia che mi danno tutti i giorni non sarebbe esistita senza di te.

Paolo, ti sono grata per i momenti preziosi che anche grazie a te ho potuto trascorrere con i nostri figli. Io ho potuto vederli crescere e muovere i primi passi, una gioia della quale tu non hai potuto godere.

Paolo, ti sono grata per l’aiuto che mi hai dato nei difficili momenti del dolore e della perdita.

Paolo, ti sono grata per tutte le volte che, quando ero malata, ti sei preso cura di me e dei bambini.

Paolo, ti sono grata per i bei momenti trascorsi assieme: e non sono stati pochi!

Paolo, ti sono grata per il tuo desiderio di continuare a essere il padre dei nostri figli.

Paolo, ti sono grata per l’aiuto che mi dai e per il tempo che trascorri con i bambini. So che ti stanno a cuore quanto a me.


Una volta completato l’elenco, dovresti cominciare a percepire un sentimento più positivo verso la persona e la relazione che c’è stata tra di voi.
Il tuo scopo ultimo è arrivare a liberarti completamente da ogni sentimento negativo, altrimenti esso si trasformerà in un problema che perdurerà per il resto dei tuoi giorni.
Ogni relazione è diversa e, se sarà il caso, potrai ripetere l’esercizio per più giorni, fino alla completa eliminazione dei sentimenti negativi.

Se stai usando il potere magico della gratitudine per migliorare una relazione in corso, la vedrai via via cambiare miracolosamente sotto i tuoi occhi.
Non è necessario essere in due per innescare il miglioramento; basta una sola persona. Chiaramente, solo chi si affida alla gratitudine godrà dei suoi benefici.

Se ti riferisci invece a una relazione ormai archiviata e non sei più in contatto col vecchio partner ti sentirai pervadere da un appagante sentimento di contentezza, e contemporaneamente miglioreranno come per magia anche le relazioni in corso.

Per il futuro, se una relazione comincia ad andare in crisi, ricordati di ricorrere a questo esercizio magico all’istante. In tal modo, arresterai le difficoltà prima che si ingigantiscano, e per di più accrescerai la magia nella relazione!

(Rhonda Byrne)

Un estratto da The Magic

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STAI CREANDO L’INFERNO O IL PARADISO?

Se sei infelice, vuol dire solo che hai imparato qualche trucco per essere infelice, nient’altro! 

L’infelicità dipende dalla struttura della tua mente. Ci sono persone che sono infelici in qualunque situazione; hanno un certo programma nella mente che trasforma tutto in infelicità. Se parli loro della bellezza della rosa, subito si mettono a contare le spine.
Se dici: “Che bella mattinata, che bel sole!”, diranno: “È solo un giorno, presto arriverà la notte, perché fare tanto chiasso?”.

La stessa cosa può essere vista da una prospettiva positiva;
allora vedrai che la notte è circondata da due giorni. Allora lo sbocciare di una rosa è un miracolo – un fiore così delicato appare tra le spine.

Tutto dipende da che struttura ti porti dietro nella testa. Milioni di persone trasportano delle croci: naturalmente è un fardello; la loro vita è pesante. Ma la loro struttura è tale che si focalizza subito sul negativo, ingrandendolo. È un approccio malato, patologico, alla vita. Ma loro continuano a pensare: “Cosa possiamo farci noi? Così è il mondo!”.
No, il mondo non è così! Il mondo è del tutto neutro: ha spine e ha rose, ha le notti e ha i giorni. Il mondo è del tutto neutro, equilibrato: ha tutto. Dipende da che cosa scegli tu.
È così che la gente crea l’inferno e il paradiso sulla stessa terra.

(OSHO)


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mercoledì 7 gennaio 2015

HO’OPONOPONO E GLI EVENTI NEGATIVI


Dopo aver imparato le basi del metodo Ho’oponopono – dire le frasi ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie – la gente spesso si lamenta del fatto che gli eventi negativi sembrano essere più di quelli positivi.
Perché?

Pensa a un bicchiere d’acqua rimasto lì fermo a ristagnare per un bel po’. Quando lo agiti, delle sostanze vischiose fluttuano e invariabilmente una parte sale in superficie. Devi continuare a pulire per togliere tutto lo sporco.

La programmazione della nostra mente giace in posti torbidi e oscuri e quindi può succedere che sia necessario fare esperienza dell’oscurità prima che della luce. Ma prima di poter avere l’acqua pulita dobbiamo togliere tutti i detriti. L’atto di ripulire, letteralmente, pulisce.

(Joe Vitale)

Un estratto dal libro PUNTO ZERO


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